Il Maglio Calvi è il risultato di un lungo percorso che unisce acqua, lavoro e comunità.
Una storia che nasce secoli fa e continua oggi in una nuova forma: non solo memoria, ma progetto di rinascita per la Val Seriana.
Il vescovo di Bergamo autorizza il prelievo d’acqua dal fiume Serio per la formazione della Roggia Comenduna.
Questa infrastruttura idraulica alimenta mulini e attività produttive ed è il presupposto fondamentale su cui, nei secoli, nascerà il Maglio.
Il salto d’acqua alimenta una sega e due mole per la lavorazione e affilatura del ferro.
Il sito diventa un primo centro produttivo legato all’artigianato e alla trasformazione dei materiali.
L’edificio è in rovina e la segheria non è più attiva.
Il sito cambia proprietà e funzione, attraversando una fase di difficoltà.
Viene costruito il Maglio per la lavorazione del ferro.
Nasce così il cuore produttivo che caratterizzerà il sito per i secoli successivi.
Il primo membro della famiglia Calvi arriva a Comenduno dalla Valle Brembana.
Giacomo Calvi fallisce e muore in carcere, segnando una fase critica.
Officina, casa e roggia vengono acquistate dai Calvi, ancora oggi proprietari.
La Provincia acquista la roggia ma lascia ai Calvi il diritto perpetuo di utilizzo.
Causa contro il Cotonificio Albini per evitare la deviazione della roggia e la perdita di funzionalità.
Muore Giuseppe Calvi, l’ultimo maestro del Maglio.
L’attività si interrompe definitivamente.
Viene restaurata la casa Calvi, mentre il Maglio rimane quasi intatto ma inutilizzato.
Dal 2021 il Maglio Calvi torna a vivere attraverso una crescente serie di iniziative che hanno riportato attenzione, persone ed energia attorno a questo luogo.
Nel corso degli ultimi anni il Maglio è stato animato da:
Frósche (eventi di comunità)
Presepi natalizi
Esposizioni di artisti
Spettacoli e performance
Laboratori artistico-musicali
Raccolta fondi “Pianta un chiodo”
Visite guidate
Queste attività hanno permesso a oltre 2.000 persone all’anno di riscoprire il Maglio, trasformando un luogo dimenticato in uno spazio vissuto e condiviso.
Il Maglio Calvi non è solo da conservare: è un luogo da far vivere.
Il progetto nasce per trasformarlo in uno spazio capace di generare cultura, relazioni e opportunità.
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